venerdì 18 agosto 2017

Sono la verità
di un viaggio e di una linea d’ombra
custoditi sulla terra viva e chiusa
che vuole nasconderci qualcosa.


Vivo sospeso
senza appartenere a nessuna dimora,
al bivio di ogni equilibrio.


Ho camminato con passo lento
fra i morti assetati,
per raggiungere l’alba dell’indomani
di incendi e tregue.


Infinito che mi ospiti,
sono stanco del tempo e del vuoto.


Cos’è il mio frammento
o il tuo frammento?


La mia angoscia diventa orizzontale
come la mia illusione,
sottile diventa anche il muro
che mi difende e mi separa.


Gëzim Hajdari
 

lunedì 14 agosto 2017

Il mio miglior amico è un asino,
un animale buono e serio.
Quando siamo tristi e amareggiati
ci guardiamo l’un l’altro negli occhi
per consolarci.


Insieme parliamo delle nostre cose,
mentre portiamo le pietre dalla cava
o andiamo nel bosco a far legna.
Meglio dar retta al mio ciuccio
che agli slogan del Partito.


Della nostra stretta amicizia,
le spie vigili del villaggio,
informarono la polizia segreta:
«Gëzim Hajdari e il suo asino
minacciano di rovesciare il socialismo».


Gëzim Hajdari

 

giovedì 10 agosto 2017

L’oblio

La tua fine non è una coppa vana
Che si debba vuotare. Muori, gettala.


Per questo lentamente tu alzi nella mano
Un brillio o il suo ricordo, e ardono le tue dita
Come neve improvvisa.
Non fu ed è. Fu tuttavia e ora tace.
Il freddo brucia e nei tuoi occhi nasce
La sua memoria. Ricordare è osceno;
peggio, è triste. Obliare è morire.


Morì con dignità. Chi passa è l’ombra.


Vicente Aleixandre

lunedì 7 agosto 2017

Autoritratto con gatti

Andando a stendere la biancheria, visito i gatti.
«Non appartengo a nessuno» insiste Yang, pesantemente.
«Yang» rispondo, «non capisci niente».
Yin, una soriana arancione, concorda,
ma antepone la gentilezza alla rigida verità.
La ammiro ma vorrei che non idolatrasse
chi la vittimizza. È capitato anche a me.
Il suo silenzio è pungente quando Yang sfrega
il brutto corpo tartaruga addosso a lei,
stesa nel mio cosmo. «Non mi dà fastidio, davvero»
dice con le fusa, gli occhi orizzontali, la bocca
un sorriso ionio, le zampe nobilmente incrociate
sul davanti, un modello di Nirvana felino:
«Lesinando il suo affetto, mi ha fatta più forte».
 
Henri Cole


before and behind  - photo by Denny Bitte

sabato 5 agosto 2017

giovedì 27 luglio 2017